di Magda Kluska

Magda Kluska nasce a Poznan (Polonia). Eredita dalla sua famiglia una forte passione per l’arte, in particolare dal padre, scultore e poeta, profondo conoscitore delle tradizioni del suo Paese e la madre fotografa. Dopo il diploma prosegue gli studi frequentando contemporaneamente la scuola triennale per ceramisti e un corso di disegno conseguendo il titolo di Maestro d’Arte.

Dopo gli studi, per alcuni anni, collabora con artisti impegnati prevalentemente nel settore ceramico. Quest’esperienza formativa  le permette di approfondire le sue conoscenze delle tradizioni artistiche  nel suo Paese impadronendosi delle tecniche tradizionali ed impegnandosi in nuovi percorsi artistici ed in nuovi linguaggi espressivi e tecnici.

Nel 1990 si trasferisce in Italia dove partecipa a numerose attività formative frequentando vari corsi di specializzazione e perfezionamento.

Presenta i suoi lavori in varie mostre personali  e collettive ricevendo riconoscimenti e giudizi favorevoli da parte del pubblico e della critica. Le sue creazioni sono caratterizzate dalla costante ricerca della forma, e si rivolgono sempre verso la scultura in materia ceramica. Le ispira il culto della forma pura che con il gioco di volumi essenziali racchiude la sublime rappresentazione delle verità dell’Artista.

Vengo ispirata più da emozioni che da argomenti razionali, il mio è un continuo  scavare  al proprio interno nella continua ricerca dell’assoluto.

Dopo alcuni anni comincia a maturare in lei l’idea della propria bottega che finalmente nasce nel 1999. La bottega denominata” Ceramica D’Autore” intesa come luogo di produzione, di ricerca e di formazione persegue l’obiettivo di offrire l’espressioni di elevato valore creativo, rivolte a proporre un’immagine singolare, personalizzata, frutto di interpretazione e trasformazione della materia ceramica. “Ceramica D’Autore” propone inoltre visite guidate: “I miei primi incontri con la ceramica” presso la bottega, e mini corsi di ceramica denominati “ Giocare con l’arte - Ceramista per un giorno”.