di Paola Doricchi

Paola Doricchi nasce a Cetona, un bellissimo borgo della Toscana. Negli anni 90 si trasferisce a Roma per frequentare l’Università, e poi vi rimane a lavorare per anni come grafica e progettista di siti web. Allo stesso tempo coltiva la sua grande passione per ogni tipo di lavoro artigianale. Paola ha iniziato maneggiando materiali di scarto (plastica, legno, stoffa, gomma, metallo, cuoio, vetro etc…) per farne accessori e oggetti per la casa e creando anche un proprio marchio. Questa passione le ha permesso di partecipare a diverse mostre ed esposizioni in Italia e in Europa.  Esperienze e viaggi che le hanno fatto incontrare tanti bravissimi artigiani, imparare nuove tecniche di lavorazione e scoprire nuovi materiali tra i quali la cera. In piena crisi economica e sulla soglia dei quarant’anni, ha perso il lavoro. A quel punto le prospettive erano due: arrendersi oppure reagire e cambiare vita. Paola ha scelto la seconda opzione. Così vende la sua casa e - poco distante – ha comprato un piccolo laboratorio nello stesso quartiere che frequentava quando era una studentessa, in cui vive ormai da 20 anni e che ama moltissimo: San Lorenzo. Nel dicembre 2013 è riuscita ad aprire la sua attività  "La Garibaldina" una Cereria artigiana nel vero senso del termine. Le candele così come i complementi d’arredo, gli accessori e le decorazioni in cera sono realizzati a mano dalla colatura negli stampi fino alla lavorazione con materie prime di altissimo pregio: stoppini in puro cotone ed essenze conformi agli standard europei, per questo ogni pezzo è veramente unico e irripetibile.

Mi piace mescolare l’esperienza grafica legata ai colori e alle linee semplici con il lavoro manuale e mi diverte sperimentare l’uso sempre diverso di questa fantastica materia che è la cera. La natura effimera della cera permette di fare, disfare e rifare per poi bruciare e mandare tutto in fumo…è questa sua caratteristica che la rende così unica.

Perché il nome La Garibaldina? 

Tra la prima e la seconda guerra d'indipendenza italiana, Giuseppe Garibaldi fu mandato in esilio e si rifugiò a New York dove fu accolto dall’amico e patriota Antonio Meucci (inventore del telefono) nella sua casa di Staten Island. Lì, sul retro, Meucci aveva aperto una fabbrica di candele e tra il 1851 e il 1853 Garibaldi collaborò con lui diventandone addirittura socio. Nel 1962 il cottage restaurato divenne il “Garibaldi-Meucci Museum”. Dichiarato monumento nazionale degli Stati Uniti è tutt'oggi aperto al pubblico.

Mi piace l’idea che il mio marchio sia legato alla memoria di un pezzo importante della nostra storia e ad un personaggio leggendario come l’Eroe dei due mondi.